Sabato 16 maggio, alle 16:30 al Terminale Cinema, presentazione del documentario “Un sogno italiano”, storia e storie della migrazione italiana in Germania, alla presenza del regista Fausto Caviglia. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Si-Po – Istituto culturale tedesco, con il patrocinio del Consolato generale tedesco di Milano, del Goethe Institut e della Provincia di Prato.
Dopo essere stato presentato a Berlino presso l’Ambasciata italiana e nella città di Verona in occasione delle commemorazioni per i 70 anni dell’accordo italo-tedesco sul lavoro firmato il 20 dicembre 1955, il film diretto da Fausto Caviglia (Ciao Italia) arriva anche a Prato. “Un sogno italiano” racconta la storia degli italiani emigrati in Germania: un viaggio attraverso le storie epiche e dimenticate degli italiani che, a partire dagli anni Cinquanta, hanno lasciato i propri paesi d’origine alla ricerca di una vita migliore, contribuendo con il loro coraggio e la loro determinazione al miracolo economico tedesco. Attraverso materiale d’archivio, ritratti di alcuni dei protagonisti di questa epopea ancora vivi, estratti di film, il documentario fa riflettere sul fenomeno della migrazione e sul valore dell’integrazione.
L’accordo italo-tedesco sull’immigrazione dei lavoratori italiani stipulato il 20 dicembre 1955 non fu solo un documento diplomatico, ma divenne un capitolo umano che ha segnato profondamente la vita di centinaia di migliaia di persone e del nostro paese. Quel protocollo, infatti, dette l’avvio a uno storico esodo: grazie ad esso, tra il 1955 e la metà degli anni ’70, oltre 500.000 italiani furono assunti nella Germania Ovest che, dopo la guerra, aveva disperato bisogno di manodopera per sostenere la sua industria. Venivano spesso da paesini del meridione afflitti dalla povertà ed erano disposti a tutto pur di conquistare un futuro per se stessi ed i loro cari. I nuovi arrivati dovettero confrontarsi con condizioni di vita spesso difficili, l’istintivo razzismo dei locali, lo spaesamento. Alcuni tornarono in Italia, ma molti finirono con lo stabilirsi nel nuovo paese, contribuendo al profondo cambiamento della Germania e dando vita a comunità italo-tedesche tuttora vive e radicate. Con i loro sforzi, hanno contribuito alla ricostruzione di entrambi i Paesi ponendo le basi di quella che oggi riconosciamo come cittadinanza europea.
Afferma il regista Fausto Caviglia: “Questo documentario nasce dal desiderio di raccontare una storia ancora poco conosciuta ma profondamente significativa. Quella degli italiani emigrati in Germania dal 1955 è una comunità che ha dovuto affrontare sfide immense legate alla discriminazione e al pregiudizio ma che, nel tempo, ha dimostrato una straordinaria capacità di lotta; un popolo che, lontano dalla propria terra, ha saputo combattere con dignità, determinazione e spirito di sacrificio, lasciando un’impronta indelebile nella comunità locale e contribuendo a costruirne il benessere. Questo film è un omaggio all’umanità che sta dietro ogni grande fenomeno sociale e racconta tante storie personali straordinarie seppur piccole, storie fatte di solidarietà, ingegno e orgoglio che io ho cercato di far rivivere in tutta la loro carica emotiva”.




