Quinto martini 31 gennaio

IL RESTO DELLA VITA

Sabato 31 gennaio al Circolo Arci Quinto Martini a Maliseti, presentazione del libro “Il resto della vita” di Serena Pisaneschi e mostra fotografica “Libere. Oltre la nudità” di Elettra Nisti e Eleonora Molinaro. A cura del collettivo Revulva.

Il resto della vita (Leandro & partners – Società Editrice)
Il resto della vita, romanzo d’esordio di Serena Pisaneschi, è un racconto corale e delicato sulla forza dell’amicizia femminile, sulla capacità di rinascere a ogni età, e sull’invisibile ma potentissimo filo che lega i destini di chi ha il coraggio di restare umano.
Inizia tutto nel 1967, con una ragazza che cerca lavoro e finisce per trovare il senso di un’intera vita tra gli scaffali di una libreria. Amelia è giovane, curiosa, piena di sogni che non sanno ancora dove andare. Ma quel luogo fatto di carta e profumo d’inchiostro diventa presto molto più di un impiego: è rifugio, famiglia, radice. Nel corso di cinquant’anni – tra maternità, perdite, trasformazioni personali e sociali – Amelia costruisce un mondo. E quando il dolore sembra troppo grande per essere attraversato da sola, accanto a lei arrivano quattro donne, diversissime tra loro, unite da una sete di senso, ascolto e rinascita. Camilla, Lia, Flavia e Isotta trovano nel retrobottega della libreria uno spazio in cui raccontarsi senza filtri e sostenersi come sorelle per scelta.

Serena Pisaneschi
Serena Pisaneschi vive a Pistoia, dove lavora come impiegata amministrativa. È editrice e articolista della testata giornalistica online L’Altro Femminile – Donne oltre il consueto.
È tra gli autori dell’antologia Il grande racconto di Renoir, volume della collana Artistica di Edizioni della Sera, e dell’antologia Bambini in pausa, Meligrana editore.

 

Libere. Oltre le nudità. Mostra fotografica di Elettra Nistri e Eleonora Molinaro
Oltre 200 polaroid che mostrano corpi di donne, in una mostra fotografica che porta un gusto di amatoriale ma si rivela molto accurata. Ogni foto porta con se un tema e una storia che va oltre la nudità. Non ci sono solo corpi femminili messi lì alla mercè di chi guarda e giudica. Ma queste donne esprimono molto altro.

Le artiste preferiscono mantenere l’anonimato non perché manchino di coraggio ma perché la società non è ancora pronta a questa libertà di espressione. Basta pensare al giudizio che si potrebbe riversare nelle loro vite. Facendole perdere la dignità ma in alcuni casi anche il lavoro o le amicizie, la reputazione. Non facendole considerare delle “donne a modo“ delle buone madri o semplicemente delle brave persone.

Quinto martini 31 gennaio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

95 − = 94

Associazione ARCI Prato APS