La piccola russia

LA PICCOLA RUSSIA

Giovedì 10 aprile alle ore 18:30 al Terminale Cinema presentazione e proiezione del documentario “La Piccola Russia.” di Maurizio Orlandi, alla presenza del regista. Il documentario racconta la storia della piccola comunità di minatori del paese di Gavorrano (Grosseto) e dell’inaugurazione della loro Casa del Popolo, l’11 settembre 1973, alla presenza di Pietro Ingrao

Partendo da un filmato di repertorio in Super8, girato l’ 11 Settembre del 1973, il giorno del colpo di Stato in Cile del generale Pinochet, in occasione dell’ inaugurazione della Casa del Popolo di un piccolo villaggio minerario della Maremma toscana, allora conosciuto da tutti come la “Piccola Russia”, alla presenza di Pietro Ingrao e di 15.000 persone, il documentario racconta la storia di una comunità, da sempre connotata da un forte spirito di appartenenza ad una realtà fatta di lavoro, di ideali e di totalizzante impegno politico e civile.

Ma la Piccola Russia è anche una storia, proprio in relazione alle vicende legate a quella Casa del Popolo, che permette, per la sua peculiare valenza emblematica, di conoscere anche un’altra una storia, più collettiva e nazionale, quella legata al Partito comunista italiano: dal periodo del consenso di massa, fino agli anni della della crisi, della dissoluzione e della fine di un mondo. Forse della stessa fine del Novecento.

Con La Piccola Russia – si legge nelle note di regia – si intende dare un contributo, sia sul piano artistico sia su quello storico, alla storia di un territorio che nel Novecento ha rivestito un ruolo di peculiare centralità, nel contesto di quella che era l’industria chimica nazionale, controllata dalla Società Montecatini-Montedison di Milano; e, allo stesso tempo, nelle vicende del movimento operaio italiano, proprio in relazione alle lotte politiche e sindacali dei minatori della miniera di Gavorrano, conosciute in quegli anni per la particolare conflittualità. Una storia, quella della Piccola Russia, allo stesso tempo, che intende contribuire a colmare il vuoto nella memoria collettiva delle nuove generazioni, immemori del ruolo che nel territorio ha rivestito la civiltà mineraria, con quei valori del lavoro, della famiglia e della solidarietà che connotarono la composizione sociale di tutta una comunità, oggi investita da un generalizzato e preoccupante processo di rimozione e dimenticanza di quel passato. Una storia che, da un lato, ha, inevitabilmente, una dimensione localistica e circoscritta ad un territorio, ma, allo stesso tempo, un nesso con quelli che sono stati gli snodi storici più importanti che il nostro Paese ha vissuto, nel passaggio da un secolo all’altro.”
La piccola russia

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