presidio per la pace in palestina

PACE IN PALESTINA

Arci Prato aderisce all’appello per la pace in Palestina firmato da molte associazioni pratesi e invita a partecipare al presidio che si terrà sabato 22 maggio alle ore 11 in piazza delle Carceri. Il testo dell’appello…

presidio per la pace in palestinaLe notizie di questi giorni raccontano di una drammatica escalation militare e della violenza in Palestina inaccettabile che impone una forte mobilitazione di tutte le  forze democratiche.

La sospensione delle elezioni in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza è una conseguenza diretta dello stato di debolezza e di precarietà giuridica in cui vive la popolazione palestinese, apolide e sotto occupazione. Il comportamento del governo israeliano è stato chiaramente ostile allo svolgimento delle elezioni:ne sono prova il rifiuto della missione del Parlamento europeo, gli arresti dei candidati e il divieto di qualsiasi attività elettorale a Gerusalemme Est, in violazione degli accordi di Oslo ancor oggi in vigore.

Le espulsioni di famiglie palestinesi dalle loro case nei quartieri di Silwan e Sheick Jarrah, oltre a mostrare l’applicazione della legge in modo etnico e discriminatorio, non fanno che alimentare nuovo odio e violenza tra le due comunità. Pensare di risolvere la “questione palestinese” con espropri forzati, demolizioni di case e sostituendo la popolazione palestinese con nuovi insediamenti ebraici a Gerusalemme Est è quanto di più dannoso e contrario alla costruzione di una pace giusta e alla convivenza tra le due comunità.

Al popolo Palestinese  viene negato il più importante dei diritti, quello all’autodeterminazione e all’autogoverno: da decenni subisce  una occupazione oppressiva e a tratti feroce. Le stesse vicende politiche ci fanno vedere  con preoccupazione la crescente pulsione autoritaria e integralista delle forze di destra che governano Israele.  La convivenza delle persone, dei cittadini  passa solo dal ritorno immediato alla pace ed alla fine delle violenze, dei soprusi, delle morti.

E’ necessario fermare  le stragi di civili e  lavorare ad una soluzione pacifica.  Il primo passo necessario è fermare questa nuova ondata di violenza,  intimando ad Hamas di fermare il lancio dei razzi ed al governo israeliano di rimuovere l’assedio di Gaza e di fermare qualsiasi tipo di ritorsione contro la popolazione della Striscia di Gaza. Parallelamente va fermata l’espropriazione  e la demolizione delle case a Gerusalemme Est e rimossi tutti gli ostacoli che impediscono libere e regolari elezioni in  Cisgiordania, Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza, come previsto dagli accordi di Oslo, sostenendo e assistendo l’Autorità Nazionale Palestinese per l’organizzazione e la realizzazione del processo elettorale.

Il popolo palestinese ha diritto ad una sua autonomia e libertà, ad uno Stato proprio e l’autentica sicurezza di Israele non riposa sulla forza e sulla arroganza coloniale, ma su accordi di convivenza. E’ quindi necessario agire in sede ONU per un immediato riconoscimento dello Stato di Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, per permettere ai due Stati di negoziare direttamente in condizioni di pari autorevolezza, legittimità e piena sovranità.

Elenco firmatari:

Anpi Prato, Arci Prato, Cgil Prato, Libera Prato, Fondazione La Pira Prato, Legambiente Prato, Associazione dei Senegalesi Prato, Associazione Intersezioni Prato, Associazione Mali Onlus, Associazione Pakistani onlus, Associazione di amicizia Italo-palestinese onlus, Sinistra Italiana Prato, Articolo uno Prato, Rifondazione Comunista Prato, Giovani Democratici Prato, Sinistra Civica Ecologista Prato, Sinistra unita Val di Bisenzio, Sinistra per Montemurlo, PD Carmignano, PD Cantagallo, PD Vaiano, Futura Prato, Left Lab, Comunità pakistana Toscana, Sinistra italiana Montemurlo, La Piazza degli studenti, Emmaus Prato, Rete degli studenti medi Prato.

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