LA CITTA' E IL FANTASMA

LA CITTA’ E IL FANTASMA

Domenica 2 febbraio, alle ore 16:30, alla Casa del Popolo L. Orsetti (Spazio Aut, via Filippino 12, Prato), presentazione del libro di Davide Grasso “La Città e il fantasma. Dal muro di Berlino ai nuovi muri”. Il libro offre una panoramica delle mobilitazioni popolari, operaie e giovanili nei paesi dell’est europeo dal 1961, anno di costruzione del muro di Berlino, alla sua caduta nel 1989, per poi raccontare il mondo post Guerra fredda seguendo il filo rosso dei nuovi muri.

Il libro racconta nei dettagli e in modo avvincente la divisione di Berlino e spiega le sue cause risalenti al 1945, mentre l’erosione del muro viene raccontata attraverso la ricostruzione vivida, basata su fonti scientifiche, di molteplici episodi: le fughe da Berlino est, i disordini giovanili polacchi, cecoslovacchi e jugoslavi del 1968, le lotte operaie e per i diritti civili tra Danzica e Praga negli anni Settanta, il ruolo fondamentale della musica rock e punk, e le esplosioni sociali, nazionali e razziali degli anni Ottanta. Il 1989 viene raccontato mese per mese non senza flash-back rivelatori alla memoria collettiva delle grandi rivolte del 1956 (Budapest) e del 1953 (Berlino), seguiti dalla narrazione minuziosa della “rivoluzione tedesca” dell’autunno 1989 e dei suoi retroscena internazionali, fino al racconto minuto per minuto di ciò che accadde (e del perché accadde) dal mattino alla notte del 9 novembre. La ricostruzione storica prosegue con il racconto del mondo post-Guerra fredda seguendo il filo rosso della storia dei nuovi muri, da quello tra Stati Uniti e Messico a quelli di Ceuta e Melilla tra Unione Europea e Africa, proseguendo con i muri greci, balcanici, indiani, cinesi, brasiliani e mediorientali, fino a quelli di Israele in Palestina e della Turchia in Kurdistan, affrontando il tema delle stragi di migranti, delle ribellioni contro gli sbarramenti ai confini e delle insurrezioni – dall’Intifadah palestinese alla rivoluzione del Rojava sotto aggressione turca – che fanno della muratura dei confini il sintomo di un paradigma mondiale organizzato attorno alle nozioni di clandestinità e terrorismo.

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