APPUNTI PER LA TOSCANA DEL FUTURO
in vista delle prossime elezioni regionali, Arci Toscana redige un documento da sottoporre ai candidati Presidente di Regione delle forze politiche della sinistra e del centro-sinistra, con le priorità dell’associazione per il programma di Governo dei prossimi 5 anni. Cultura, rapporti con il terzo settore, il ruolo dei Circoli Arci nel tessuto sociale, ma anche Accoglienza, Antirazzismo e Antifascismo tra gli appunti che Arci Toscana propone ai candidati alla Presidenza della Regione.
Sulla cultura, nell’auspicare un vero e proprio assessorato per “l’accesso alla cultura” per tutte e tutti, Arci Toscana ritiene “sia urgente investire risorse aggiuntive nei processi che promuovono e supportano gli spazi culturali di comunità per rimuovere le disuguaglianze territoriali”. Molti altri i temi che tocca il documento, dal ridare nuovo protagonismo alla cooperazione decentrata “in un mondo sempre più chiuso nei sovranismi”, rilanciare la Toscana come territorio di pace, ribadendo un secco “no” a nuove basi militari, ma anche la richiesta di una nuova spinta alle politiche collegate alla legalità democratica e all’antimafia sociale così come la necessità di un impegno sempre più attivo da parte della Regione per interventi a sostegno delle realtà in crisi a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici per riaffermare la dignità e il diritto ad un lavoro sicuro, stabile, tutelato.
Gli altri appunti parlano quindi di laicità, tutela dei diritti civili, sanità, scuola e servizi sociali pubblici da difendere e diritto alla casa per tutte e tutti, oltre a un impegno concreto su altri due temi particolarmente cari all’Arci, ovvero il carcere (“strutturare in modo più efficace i percorsi di reinserimento sociale e sostenere l’impegno del terzo settore nelle attività che da anni svolgono all’interno degli istituti penitenziari”) e tutela dell’ambiente e del paesaggio (“con scelte condivise e partecipate con le comunità locali”).
IL TESTO COMPLETO DEL DOCUMENTO
La Cultura come motore di sviluppo delle comunità – Un impegno della Regione a strutturare nella prossima legislatura precise azioni in ambito di politiche culturali volte a promuovere le tante attività in materia da parte delle realtà associative e dell’associazionismo circolistico, ma anche a salvaguardare e promuovere le tante esperienze di Festival, Live club, produzioni che parlano il linguaggio dell’espressione culturale ed artistica delle nuove generazioni. Si è intrapreso un percorso in tal senso che crediamo debba essere maggiormente partecipato e condiviso a realtà del terzo settore. Esiste un tema che va oltre i confini della nostra regione ed è rappresentato dall’accesso alla cultura, pensiamo che per superare questa barriera siano necessari specifici sgravi e facilitazioni. Crediamo che per fare tutto questo sia necessaria l’individuazione di un assessorato specifico. Riteniamo sia urgente investire risorse aggiuntive nei processi che promuovono e supportano gli spazi culturali di comunità per rimuovere le disuguaglianze territoriali. Il percorso tratteggiato nel manifesto della Toscana diffusa segna sicuramente un investimento al quale dare impulso.
Rapporti con il Terzo Settore – L’esperienza sviluppata nel percorso della costruzione degli istituti dell’amministrazione condivisa e il modello toscano previsto dalla Lr 65/2020 rappresenta la cornice di un percorso partecipato e di qualità che la Regione insieme al Forum del Terzo Settore è riuscita a strutturare. Crediamo che questa debba essere la via maestra con la quale la Regione debba rapportarsi al mondo del Terzo Settore. Pensiamo inoltre non più rinviabile da parte della Regione la costruzione di un elenco del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato per la messa a disposizione delle associazioni così come previsto dalle norme regionali e nazionali.
Esenzione Irap – La diminuzione dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) è sicuramente un dato positivo, crediamo però che questa imposta non possa e debba essere applicata al Terzo Settore. Chiediamo cosi l’esenzione dall’IRAP per gli enti iscritti al RUNTS come accade in altre regioni.
Legge sulla Partecipazione – La Regione Toscana è stata tra le prime regioni a dotarsi di una legge specifica sulla Partecipazione, la legge regionale 69 del 2007, questa rappresenta secondo noi ancora un testo attualissimo che può contribuire a rinnovare la democrazia e le sue istituzioni integrandola con pratiche, processi e strumenti di democrazia partecipativa. Dare nuova linfa e nuovo spazio ad un confronto su di questa deve essere uno degli obiettivi della prossima legislatura.
I circoli Arci – Rappresentano nel territorio toscano una unicità contraddistinta dalla loro capillarità e dal loro ruolo di presìdi sociali strategici nelle azioni di contrasto alle disuguaglianze sociali e alla povertà. Crediamo che questa unicità debba essere valorizzata nello sviluppo delle politiche sociali e di prossimità dell’ente regionale. Rientra in questa logica anche la necessità di una copertura internet capace di abbattere le distanze e riuscire a rispondere a bisogni di quelle comunità. Siamo tra gli attori che credono nel radicamento e investono nei presidi culturali nelle aree interne, pensando ai bisogni di chi le abita stabilmente o periodicamente, consapevoli che non potrà essere solo lo sviluppo turistico a rispondere a bisogni ben più complessi ed articolati.
Accoglienza, Antirazzismo e Antifascismo si tratta di riprendere e consolidare un percorso dando sistematicità. Pensiamo a deleghe che riescano a contenere in un assessorato la cabina di regia complessa di politiche che devono parlare sia di servizi a supporto dei cittadini stranieri provenienti da Paesi Terzi, che di un approccio culturale complessivo al fine di migliorare l’inclusione sociale delle nostre comunità. Ciò che il governo vuole dividere e complessificare deve trovare sul territorio nuova unità e condivisione. Dare nuovamente vita all’osservatorio sui
nuovi fascismi e xenofobia con il compito di monitorare comportamenti e affermazioni che possano configurare l’apologia di fascismo o la discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, individuando così anche situazioni penalmente rilevanti.
Ridare nuovo protagonismo alla cooperazione decentrata, in un mondo sempre più chiuso nei sovranismi, ripartire dalla Regione come spazio del mediterraneo dove condividere una
idea di solidarietà internazionale in continuo rapporto di relazione tra le regioni dell’Unione Europea e del Mediterraneo, per la pace, il dialogo tra le culture e la cooperazione trai popoli,
contrastando xenofobia e razzismo. Parla di questo il nostro impegno a sostegno del popolo palestinese per dire basta al genocidio e all’occupazione. Tutto questo deve quindi trovare una
delega e una dignitosa copertura economica nella prossima legislatura.
Toscana territorio di pace, diciamo no a nuove basi militari, crediamo sia il tempo per una seria riflessione sulla riconversione dei siti militari presenti per dare sviluppo e spazio ad una
economia di pace.
Nuova spinta alle politiche collegate alla legalità democratica e all’antimafia sociale. Rinnovare il patto tra tutti i soggetti che da anni lavorano sui territori per ridare slancio alle attività nelle scuole e dare nuova dinamicità ad un patrimonio collegato ai beni confiscati cercando ance ipotesi di progettualità virtuose che tengano sempre al centro le comunità. Per costruire questa prospettiva serve un salto di qualità: lo strumento della coprogrammazione e coprogettazione può diventare lo strumento politico e operativo per connettere energie diffuse e visioni comuni, al fine anche di favorire un coordinamento non episodico ma strutturale tra enti pubblici, comunità locali e realtà del terzo settore e al fine di garantire stabilità, risorse e strumenti che vadano oltre la logica dei singoli bandi
Diritti sul lavoro – La Toscana non è un’isola felice per quanto riguarda la crisi più ampia che investe il nostro paese sotto il profilo dei diritti sul lavoro. Un lavoro sempre più povero e precario e le crisi di diverse realtà (GKN, Beko, Venator) come lo sfruttamento che si spinge a forme sempre più estese di caporalato determinano la necessità di un impegno sempre più attivo da parte della Regione per interventi a sostegno delle realtà in crisi a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici per riaffermare la dignità e il diritto ad un lavoro sicuro, stabile, tutelato.
Laicità – Necessità di rafforzare il principio della laicità della pubblica amministrazione e della tutela dei diritti civili individuali.
Difendere il carattere pubblico della sanità, della scuola dei servizi sociali
Diritto alla casa – Sono quasi 200.000 le famiglie toscane in stato di precarietà abitativa Le problematiche relative alla casa costituiscono il fattore prioritario di disgregazione e accelerazione verso la povertà. Molto è stato fatto ma forte dovrà continuare ad essere l’intervento regionale per dare vita ad un piano casa concreto e risolutivo, che vada a incidere nelle pieghe della precarietà abitativa. Allargare le buone pratiche collegate all’housing sociale e spingere ad una programmazione capace di coprire tutta la toscana in un nuovo patto con i territori.
Il carcere – Continuare l’impegno della Regione in rapporto alle politiche carcerarie, strutturare in modo più efficace i percorsi di reinserimento sociale, sostegno alla formazione per tutta la
filiera di attori che lavorano in questo ambito, incentivare e sostenere impegno terzo settore nelle attività che da anni svolgono all’interno degli istituti penitenziari.
Tutela dell’ambiente e del paesaggio che passi da scelte condivise e partecipate con le comunità locali, questo significa dotarsi di un approccio meno invasivo e più equilibrato rispetto ad un modello di sviluppo sempre più energivoro e socialmente disequilibrato (si pensi al tema dell’estrattivismo nel territorio apuano o alle esperienze di rigenerazione post industriale da portare avanti in vari luoghi della Toscana)





