Arci Prato - Comitato territoriale Prato

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DIARIO DEI CAMPI "LIBERARCI DALLE SPINE"

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Il Diario dei campi di lavoro e di studio antimafie, con il cuor di leone sempre a Corleone.

 

Ieri i nostri volontari di Corleone ,ben coordinati da Ettore di Prato,

Davide di Rimini, Stephan di Milano e Gabriele di Pisa, oltre al duro impegno nei terreni confiscati hanno incontrato prima Pino Maniaci di Telejato e poi sono stati a Cinisi a visitare la Casa di Peppino Impastato.

 

 

 

Storie di memoria e di atttualità di una Sicilia diversa e impegnata nell' aver fatto e continuare a fare "Resistenza"

 

Storie diverse e lontane tra di loro ma tutte impegnate a costruire cambiamento e futuro!

Un saluto

 

Maurizio Pascucci

Coordinatore Antimafie Nazionale "LiberArci dalle Spine"
_______________
_______________DAL SERPENTONE AL BUCATINO
 
Il serpentone arriva nei campi.
Aiuto!
Non è l'animale, ma l'enorme tubo nero
che, sostenuto dalla squadra di oltre 40 volontari,
darà la linfa vitale alla vite corleonse curata dalla Coop
Lavoro e non solo nei terreni confiscati alle mafie.
Con entusiamo ed anche molta fatica, la mattinata
di lavoro si è conclusa con un discorso, da ottimo
retore greco, del Vicepresidente Salvatore.
Pranzo con il bucatino che vagamente ricordava i tubi d'acqua
messi in campo e poi formazione con il Dott. Di Carlo
che ha ripercosro i momenti salienti della mafia corleonse:
vittoriosa perchè spietata ed egemone.
Congedo a cena per lo Spi di Enna con commozione
e ringraziamenti

ciao Ettore
dai volontari di Corleone 6 agosto
eccoci!
nuova giornata nei campi, il sole alto picchia duro ma non ci lasciamo intimorire
il compito di oggi è DESSASSARE, ovvero la simpatica arte di "togliere sassi" dalla vigna di Malvello.
Sassi piccoli, sassi medi, sassi grandi: i muscoli si levigano, il sudore scorre a fiumi, il trattorino pian piano si riempie dei nostri sforzi.
 La soddisfazione comunque alla fine è palpabile: i filari rimangono man mano più puliti per agevolare il compito dei vignaioli.
il tempo poi di un veloce pasto (sempre ottimo e abbondante), un'ancor più veloce doccia, e subito si riparte per le impervie strade della valle in direzione Partinico.
Ci aspetta il "mitico" Pino Maniaci per partecipare IN DIRETTA al suo telegiornale di TeleJato ("il tg più lungo del mondo", tutti i giorni dalle 14.15 alle 16.15) emittente comunitaria che ha fatto della denuncia alla Mafia una vera ragione d'esistenza.
La sua verve ironica e la sua personalità molto decisa ci colpisce da subito: senza nemmeno il tempo di capire dove fossimo capitati (un piccolo appartamento trasformato in una redazione efficiente e articolata, quanto viva e caotica) ci coinvolge immediatamente nella lettura delle notizie.
Alcuni di noi si alternano a fargli da spalla, non senza essere subissati dai suoi commenti provocatori e satirici
I malcapitati di turno reagiscono comunque più che dignitosamente, e i 180.000 stimati telespettatori si saranno goduti un ottimo esempio di "infotainment" (informazioni + entertainment).,
Tra una notizia e l'altra in ogni caso iniziano a far capolino i racconti e le esortazioni che Pino ci dedicherà con più calma appena concluso il tg: antimafia, politica, società, controinformazione, partecipazione, sono i suoi temi caldi e sui quali si infervora ogni secondo di più.
Quando è il tempo di salutarci non possiamo che tributargli un sentitissimo applauso, oltre che per la simpatia e la disponibilità mostrata, per quel suo enorme coraggio che lo porta a sfidare apertamente i PDM ("Pezzi Di Merda" aka "mafiosi") nonostante le 308 querele, le esplicite minacce di morte e addirittura i falliti attentati.
Non paghi di una giornata già estremamente intensa, la nostra carovana di pullmini si è diretta a questo punto verso Cinisi, l'ex-feudo del boss Tano Badalamenti, dove visse e lottò per i suoi ideali di giustizia il giovane ed eroico Peppino Impastato.
La sua storia era forse già nota a tutti, grazie soprattutto al film di Marco Tullio Giordana "I 100 passi", ma vedere con i nostri occhi la casa dove lui ha vissuto (ora diventata sede del Cento di Documentazione Peppino Impastato) e, a distanza dei proverbiali appunto 100 passi, addirittura la casa della famiglia Badalamenti (ora finalmente bene confiscato e reso alla cittadinanza di Cinisi) ha rappresentato un'emozione profonda.
Dopo un veloce ritorno a Corleone e una gradita cena, alcuni di noi hanno concluso la giornata con la "festa della fava" di Montefiorito.
Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Agosto 2011 16:40  

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