Statuto

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Statuto_ARCI_Prato_2014

S T A T U T O
dell’Associazione ARCI Comitato Territoriale di Prato con sede in Prato – Via Roma n° 276 – C.F. 92006280488 approvato il giorno 29/11/2014 dal Congresso Territoriale di Prato

PREMESSA

L’Associazione ARCI Comitato Territoriale di Prato fonda le sue radici nella storia della mutualità e del solidarismo italiano e rappresenta la continuità storica e politica con l’ARCI delle origini fondata a Firenze il 26 maggio 1957.
L’Associazione ARCI Comitato Territoriale di Prato riconosce la propria memoria storica nelle libertà e nei valori delle lotte di Liberazione e di Democrazia, nata dalla Resistenza contro il nazifascismo, valori che trovano piena affermazione nella Costituzione Repubblicana.
Si richiama, inoltre, alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, alla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e a tutte le Convenzioni ONU sui diritti sociali, culturali, delle donne, dei migranti.
Opera in contesti locali, nazionali e internazionali per l’affermazione degli stessi; partecipa alla costruzione dello spazio pubblico democratico europeo.

TITOLO I
DEFINIZIONE, FINALITA’ E PROGRAMMA

Art. 1
L’Associazione ARCI Comitato Territoriale di Prato (di seguito denominata “Associazione ARCI Prato” nel presente testo) è un’associazione nazionale di promozione sociale ai sensi della L. 383/2000, autonoma e pluralista, soggetto attivo del sistema di terzo settore italiano e internazionale, una rete integrata di persone, valori e luoghi di cittadinanza attiva che promuove cultura, socialità e solidarietà.
L’Associazione ARCI Prato promuove, sostiene e tutela l’autorganizzazione dei cittadini in quanto pratica fondamentale di democrazia e concreta risposta ai bisogni delle comunità. E’ un’associazione partecipata dai cittadini, in cui ogni socio può concorrere in prima persona ai processi decisionali.
Insieme ai soci individuali, sono soci dell’ARCI, tutti i soci dei Circoli, delle Case del Popolo, dei Cral Aziendali, delle Associazioni, delle Cooperative e le Imprese sociali che, attraverso l’affiliazione assumono il carattere di basi associative dell’associazione nazionale.
L’associazione ARCI Prato sostiene l’idea di un sistema democratico che sappia valorizzare la partecipazione dei cittadini, il principio di sussidiarietà inteso come condivisione delle responsabilità, il ruolo dell’associazionismo di promozione sociale e del terzo settore.
L’Associazione ARCI Prato esprime in pieno la propria autonoma soggettività politica interloquendo direttamente, in forza del suo agire sociale, con tutti gli altri soggetti della società.
L’associazione ARCI Prato non persegue fini di lucro e non è pertanto consentita la distribuzione anche indiretta di proventi, di utili o di avanzi di gestione.

Art. 2
L’Associazione ARCI Prato è impegnata affinché la libertà di associazione, la prima libertà costitutiva di un sistema democratico, sia salvaguardata e garantita ovunque.
La tutela, la salvaguardia, la valorizzazione del proprio patrimonio associativo e circolistico sono l’elemento fondante dell’ARCI. In questo senso, l’associazione è impegnata per la più ampia affermazione dei valori associativi, per la tutela su tutto il territorio delle proprie associazioni affiliate, per lo sviluppo di nuovo associazionismo, anche a livello internazionale.
L’Associazione ARCI Prato riconosce pari dignità ed autonomia economica, organizzativa e statutaria alle organizzazioni aderenti regolarmente costituite su scala territoriale e locale in spirito federale.
In quanto forma di autorganizzazione della società civile esprime propria autonoma soggettività politica e vuole interloquire, in forza del suo concreto agire sociale, con gli altri soggetti organizzati presenti sul territorio, in particolare i partiti, gli enti, le istituzioni, il sindacato.

Art.3
Sono campi prioritari di iniziativa dell’Associazione ARCI Prato:
a) la promozione del benessere delle persone e il riconoscimento del diritto alla felicità;
b) la promozione della cultura, delle sue forme espressive, della creatività e delle attitudini creative, degli spazi per l’espressione, la formazione, la creazione e fruizione culturale;
c) il riconoscimento dei diritti culturali, la promozione dell’accesso alla conoscenza, al sapere, all’educazione, all’apprendimento per tutto l’arco della vita (longlife learning) alla cultura, all’uso delle nuove tecnologie della comunicazione, la promozione dell’inclusione digitale (eInclusion);
d) la promozione del volontariato inteso come partecipazione democratica alle azioni di solidarietà, di cooperazione e di cittadinanza, sia a livello locale che internazionale;
e) la promozione di un approccio di genere nell’associazione e nella società, la piena valorizzazione delle potenzialità delle donne, delle loro esigenze e del loro ruolo come elemento fondante una società giusta e migliore per tutti, la lotta a ogni forma di discriminazione e di violenza;
f) l’educazione alla responsabilità civile ed alla cittadinanza;
g) la promozione della cittadinanza, della partecipazione, dell’inclusione e della coesione sociale, della democrazia e dei diritti a livello di Unione Europea e a livello internazionale;
h) la tutela dei diritti dell’uomo in particolare: dei lavoratori e delle lavoratrici, la lotta al precariato, alla discriminazione e ad ogni forma di sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici, la promozione del diritto al lavoro, il sostegno e l’assistenza ai lavoratori e alle lavoratrici, in particolare ai giovani, alle donne, agli immigrati, ai precari e ai pensionati in
armonia con le iniziative di accoglienza, assistenza, orientamento e sostegno già vive e operanti sul territorio;
i) la promozione della cultura della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro e di vita;
j) l’affermazione della cultura della legalità e la lotta alle mafie, a tutte le criminalità organizzate e agli abusi di potere, anche attraverso l’uso sociale dei beni confiscati;
k) l’impegno per un movimento di cittadinanza mondiale, la costruzione di relazioni e reti comunitarie internazionali per l’affermazione della giustizia sociale e la globalizzazione dei diritti umani;
l) la comunicazione, l’informazione, l’editoria, l’emittenza radiotelevisiva, le attività radioamatoriali, le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) e la comunicazione telematica;
m) le attività educative e formative permanenti lungo l’arco della vita, informali, non formali, e a carattere professionale, rivolte ai volontari, agli operatori e ai dirigenti associativi, così come alle cittadine e ai cittadini, italiani e stranieri. Sono comprese in questo punto anche le attività d’informazione e aggiornamento anche professionale rivolte al mondo della scuola, ai docenti e agli studenti di ogni ordine e grado, in collaborazione con i Ministeri, le istituzioni scolastiche territoriali e le istituzioni decentrate di competenza e riferimento. Tali attività sono coerenti con il Quadro Europeo
delle Qualifiche (QEQ);
n) la promozione di politiche finalizzate alla valorizzazione e messa a disposizione di luoghi e spazi che possano favorire l’autorganizzazione dei cittadini, come parte integrante del diritto di associazione;
o) la promozione del protagonismo delle nuove generazioni e dell’associazionismo giovanile;
p) la promozione e la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso il pieno riconoscimento della cittadinanza delle giovani generazioni, per dare sostegno alla loro soggettività positiva, finalizzata alla realizzazione di adeguati spazi di vita e all’attivazione di efficaci strumenti di partecipazione;
q) l’attenzione verso le problematiche che riguardano gli anziani e il rapporto tra le generazioni;
r) la cultura della convivenza civile, delle pari opportunità dei diritti, delle differenze culturali, etniche, religiose, e di genere, della tutela delle diversità linguistiche nonché della libertà di orientamento sessuale e dell’antiproibizionismo e delle politiche contro ogni forma di discriminazione;
s) lo sviluppo di forme di prevenzione e di lotta all’esclusione, al razzismo, alla xenofobia, all’intolleranza, al disagio, all’emarginazione, alla solitudine;
t) la promozione di una società aperta e multiculturale, dove diversità e interculturalità siano una risorsa. La promozione del protagonismo e dell’autorganizzazione dei migranti e delle minoranze;
u) il ripudio della guerra e l’impegno per l’affermazione di una cultura nonviolenta e pacifista e della ricerca della soluzione non violenta dei conflitti, l’azione politica per la riduzione delle spese militari;
v) la promozione e la pratica delle forme di servizio civile nazionale e regionale e di impiego nei progetti all’estero previste dalla legislazione nazionale, dalle legislazioni regionali e da quella europea;
w) la costruzione di pratiche di solidarietà e cooperazione tra comunità anche a livello internazionale, strettamente legate alla promozione di reti associative a livello europeo e mondiale, alla realizzazione di iniziative e progetti di cooperazione ed educazione allo sviluppo e alla mondialità;
x) la difesa e l’innovazione dello stato sociale in una prospettiva di crescita del ruolo dell’economia sociale e dei soggetti non profit;
y) la promozione di politiche di difesa e di sostegno delle persone diversamente abili;
z) l’impegno a favore della realizzazione di una società eco-compatibile che faccia della difesa e della salvaguardia dell’ambiente, dell’ecosistema e della giustizia climatica l’architrave di una società e di un’economia sostenibile. La promozione delle fonti energetiche rinnovabili e il sostegno alla formazione di una coscienza ambientale;
aa) l’impegno per la difesa della dignità degli animali, contro ogni forma di violenza esercitata nei loro confronti, dal fenomeno dell’abbandono alle pratiche della vivisezione e dei combattimenti, e per l’attuazione di attività di ricovero e iniziative per l’affidamento e l’adozione;
bb) la promozione della finanza etica, dell’educazione al consumo critico, della tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti; la valorizzazione della pratica della filiera corta e dell’esperienza dei gruppi di acquisto solidale;
cc) la promozione del turismo sociale e sostenibile come forma di approfondimento e arricchimento della conoscenza tra le persone e dei territori in cui vivono, a cominciare dall’attivazione di gemellaggi, scambi internazionali e di turismo consapevole;
dd) la promozione della mobilità e degli scambi soprattutto dei e per i giovani, dei campi di lavoro e conoscenza, della formazione e degli stage, in Italia e all’estero, le azioni all’interno del Servizio Volontario Europeo e dei programmi promossi dalla Commissione Europea;
ee) la salvaguardia, la valorizzazione e il recupero del patrimonio artistico, architettonico, culturale, ambientale, paesaggistico e dei beni culturali;
ff) la promozione di servizi rivolti alla comunità e alle persone, che rappresentino nuove opportunità di inserimento sociale, di affermazione di diritti, di risposta ai bisogni che si esprimono nel territorio;
gg) gli ambiti di lavoro e progettazione partecipata previsti dalla legislazione in materia di programmazione territoriale delle politiche sociali;
hh) l’ampliamento dei luoghi e delle occasioni ludiche, sportive, ricreative e di socialità; attraverso l’esperienza sportiva e delle attività motorie, ARCI promuove per i suoi soci momenti di maturazione, apprendimento sociale e impegno umano e, pertanto, ARCI assume tra i suoi scopi la diffusione e promozione della pratica sportiva, anche in collaborazione con istituzioni pubbliche e private, con altre associazioni e con federazioni sportive garantendo comunque la sua autonomia
ii) le attività di promozione ed espressione culturale, di spettacolo, d’animazione, d’informazione e di crescita civile, organizzate anche all’interno delle strutture educative e scolastiche;
jj) l’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, nonché la gestione diretta di servizi e/o strutture ricettive quali ostelli, camping e case per ferie, il tutto ai sensi delle normative vigenti in materia.
kk) l’azione per difendere e rinnovare lo stato sociale in una prospettiva di crescita dell’economia sociale che veda protagonisti i soggetti no-profit, il privato sociale, il terzo settore, soprattutto nella gestione dei servizi alla persona; l’azione per rinnovare le istituzioni pubbliche in una prospettiva di decentramento che favorisca la partecipazione e il controllo dei cittadini anche attraverso il coinvolgimento del privato sociale, soprattutto nella gestione dei servizi alla persona.
Sono settori di intervento dell’Associazione ARCI Prato, In generale, tutti i campi in cui si manifestino esperienze culturali, ricreative e formative e tutti quelli in cui ci si possa impegnare per la promozione dei diritti e contro ogni forma di ignoranza, di intolleranza, di violenza, di censura, di ingiustizia, di discriminazione, di razzismo, di emarginazione, di solitudine ed esclusione sociale.

TITOLO II
FORMA ASSOCIATIVA

Art. 4
Possono aderire all’Associazione ARCI Prato Circoli, Case del Popolo, Cral Aziendali, Cooperative, Associazioni – anche organizzate in forma di associazioni di volontariato ai sensi della legge 266/91 e di impresa sociale ai sensi della legge 155/2006 – e tutti coloro che si riconoscono nelle regole dello Statuto nelle sue varie articolazioni; sono condizioni per l’adesione l’acquisizione del certificato di adesione e l’adozione della tessera nazionale dell’associazione quale propria tessera sociale.
Lo status di Socio, una volta acquisito, ha carattere permanente e può venir meno solo nei casi previsti dal successivo art. 7. Non sono pertanto ammesse iscrizioni che violino tale principio, introducendo criteri di ammissione strumentalmente limitativi di diritti o a termine.
L’adesione di un’associazione aderente è deliberata dall’assemblea dei soci dell’associazione medesima; l’accettazione è deliberata dall’organismo dirigente del Comitato Territoriale di Prato.

Art. 5
I soggetti affiliati aderenti sono i principali soggetti dell’iniziativa associativa e politica dell’Associazione ARCI Prato. La loro adesione è subordinata all’esistenza nel proprio statuto di quelle norme e principi inderogabili che sono il fondamento sia etico che giuridico dell’ARCI, quali: l’assenza di fini di lucro; i principi di democrazia, partecipazione e collegialità; la trasparenza amministrativa; la titolarità di diritti sostanziali per tutti gli associati.

Art. 6
Gli associati hanno diritto a:
 concorrere all’elaborazione del programma e partecipare alle attività promosse dall’associazione;
 approvare il documento economico di previsione e il rendiconto economico e finanziario, o il bilancio consuntivo, delle diverse articolazioni dell’associazione;
 eleggere gli organismi di direzione, di garanzia e di controllo ed essere eletti negli stessi.
Gli associati sono tenuti a:
 osservare lo statuto, i regolamenti e le delibere degli organismi dirigenti;
 versare alle scadenze stabilite le quote sociali decise dagli organismi dirigenti;
 rimettere la risoluzione di eventuali controversie interne al giudizio degli organismi di garanzia dell’associazione.
La quota sociale rappresenta unicamente un versamento periodico vincolante a sostegno economico dell’associazione; non costituisce pertanto in alcun modo titolo di proprietà o di partecipazione a proventi e non è in nessun caso rivalutabile, rimborsabile o trasmissibile.

Art. 7
Salvo diritto di recesso, la decadenza di soci e associazioni aderenti avviene:
 in caso di decesso del socio o di scioglimento dell’associazione;
 per il mancato rinnovo della quota di adesione o del pagamento della quota associativa;
 per rifiuto motivato del rinnovo della tessera sociale o dell’adesione da parte degli organismi dirigenti preposti a tal compito. Contro tale rifiuto è ammesso ricorso al Collegio dei Garanti competente;
 per dichiarazione di espulsione divenuta definitiva.

TITOLO III
IL SISTEMA ISTITUZIONALE

Art. 8
L’Associazione ARCI promuove il federalismo solidale e il decentramento dei poteri all’interno dell’associazione; favorisce e valorizza tutte le soggettività e competenze che traggono origine dalle specifiche peculiarità territoriali, nel quadro di una effettiva partecipazione diffusa alla costruzione delle politiche dell’associazione e al suo governo.

Art. 9
Il sistema associativo dell’Associazione ARCI, che ha a suo fondamento l’insieme delle associazioni aderenti, luoghi primari dell’agire associativo, si articola nei seguenti livelli:
 territoriali;
 regionali;
 nazionale.

Art. 10
Il Comitato Territoriale, di norma provinciale, è il principale livello del coordinamento, della sintesi e della direzione politica e organizzativa dell’associazione nel territorio; valorizza l’insediamento associativo e ne promuove lo sviluppo, dotandosi delle opportune strutture operative, e promuove la costituzione di nuove basi associative.
Rappresenta l’associazione nei confronti di enti locali, istituzioni, organizzazioni sociali e politiche presenti nel proprio ambito territoriale.
In virtù delle funzioni di articolazione nazionale, assume le relative responsabilità di controllo e di indirizzo verso i soci individuali e collettivi. In particolare, per quanto riguarda le associazioni aderenti, il Comitato Territoriale controlla il rispetto dei principi statutari e la corretta gestione e conduzione della vita associativa e, in caso di costituzione di nuove basi associative o associazioni, dovrà controllare la predisposizione di atto costitutivo e statuto, verificandone la sua compatibilità con quello
dell’Associazione ARCI Prato, e l’intero iter costitutivo fino alla convocazione del primo consiglio ordinario.
In caso di gravi violazioni dei principi statutari e/o delle normative vigenti, o di comportamenti comunque lesivi dell’integrità dell’associazione da parte di una associazione aderente, il Comitato Territoriale può, a seguito di tentativi infruttuosi di ripristinare la legittimità, richiedere al Presidente di detta associazione la convocazione di una assemblea straordinaria. A fronte di un persistente rifiuto e al permanere delle condizioni suddette, il Presidente del Comitato Territoriale può procedere direttamente alla convocazione dell’assemblea, dandone informazione al Collegio dei Garanti e al livello organizzativo sovraordinato.
Le attività promosse dal Comitato Territoriale, di norma, si svolgono nel territorio di sua giurisdizione. La possibilità di operare in ambiti territoriali diversi è subordinata all’accordo con i Comitati competenti per quei territori. Il Comitato Territoriale ha altresì compito di verificare che a questo comportamento si conformino anche le associazioni aderenti e, per quanto possibile, gli eventuali soggetti da esso partecipati.
Agli eventuali aspiranti soci che intendano associarsi direttamente presso il Comitato Territoriale partecipando ad attività, iniziative, campagne, etc, deve essere garantito, con forme e procedure adeguate, l’accesso alla partecipazione e ai diritti democratici che sono patrimonio di tutti gli associati, in accordo con i principi istituzionali dell’associazione e in armonia con la legislazione vigente.
La regolamentazione di tali forme e procedure è demandata al Comitato Territoriale sulla base delle sue peculiari caratteristiche e specificità.

Art. 11
Il Comitato Territoriale, configurandosi come livello di coordinamento dell’associazione nazionale, si dota del presente statuto nel quale sono inserite tutte le previsioni statutarie espresse dallo Statuto Nazionale relativamente ai titoli I, II, III, V sez. A, e all’art. 27.

Art. 12
La struttura organizzativa territoriale dell’Associazione ARCI Prato è articolata su:
> Circoli, Case del Popolo, Cral Aziendali, Cooperative, Imprese sociali ed Associazioni affiliate;
> organismi della direzione territoriale.

Art. 13
I Circoli, le Case del Popolo, i Cral Aziendali, Cooperative, Imprese sociali e tutte le Associazioni affiliate sono i principali soggetti dell’iniziativa politicoorganizzativa dell’Associazione ARCI Prato sul territorio. Essi esprimono l’insieme delle basi associative e dei soci operanti nell’area territoriale di sua competenza.
Hanno il compito di contribuire alla valorizzazione e allo sviluppo dell’Associazione ARCI Prato nel proprio ambito territoriale.

Art. 14
Il Comitato Territoriale, in concorso con le basi associative o direttamente, può svolgere ogni iniziativa utile al perseguimento delle finalità sociali; rappresenta l’Associazione ARCI di Prato nei confronti di enti locali, istituzioni, organizzazioni sociali e politiche presenti nel proprio ambito territoriale.

Art. 15
Sono organi del Comitato Territoriale:
1. il Congresso Territoriale;
2. il Consiglio Territoriale;
3. la Presidenza.
4. il Presidente;
5. il Vicepresidente

Art. 16
Il Congresso Territoriale si svolge di norma ogni 4 (quattro) anni, preparato con assemblee di base che si terranno secondo le norme stabilite dal Consiglio Territoriale ed in base a criteri di proporzionalità e rappresentanza territoriale.
Esso ha il compito di:
> discutere ed approvare il programma generale dell’Associazione a livello territoriale;
> discutere ed approvare le proposte di modifica dello statuto ivi compresa la possibilità di accorpare cariche direttive e/o rideterminare le funzioni;
> discutere ed approvare lo scioglimento del Comitato Territoriale nelle modalità successivamente previste dal presente statuto;
> eleggere il Consiglio Territoriale;
> eleggere il Collegio Territoriale dei Garanti;
> eleggere il Collegio Territoriale dei Sindaci Revisori;
> eleggere i delegati al Congresso Regionale e/o Nazionale;
La decisione di modifica dello statuto deve essere presa da almeno i quattro quinti dei delegati presenti al congresso, la cui validità è data dalla presenza della maggioranza assoluta dei presenti.
E’ comunque conferita al Consiglio Territoriale la facoltà di decidere in merito ad integrazioni o modifiche allo statuto, limitatamente ad un eventuale recepimento di intervenute novità legislative vincolanti e/o di modifiche allo statuto nazionale in parti esplicitamente indicate come da recepire obbligatoriamente negli statuti di livello territoriale
Il Congresso Territoriale può svolgersi anche in forma straordinaria:
a) su richiesta motivata delle basi associative non inferiore ad 1/5 delle affiliazioni dell’anno precedente e/o singoli soci che complessivamente rappresentino almeno 1/5 dei soci complessivi;
b) per decisione del Commissario eventualmente subentrato agli organismi dirigenti su indicazione del Consiglio Nazionale.
In tali casi esso è indetto entro 3 mesi dalla richiesta o dalla decisione, sulla base delle norme adottate dai soggetti convocanti, e delibera sugli argomenti che ne hanno richiesto la convocazione.

Art. 17
Il Consiglio Territoriale è il massimo organo di governo e di rappresentanza dell’Associazione tra un Congresso e l’altro. Esso ha il compito di:
> applicare le decisioni congressuali;
> convocare il Congresso Territoriale;
> discutere ed approvare il programma annuale di attività;
> discutere ed approvare i bilanci preventivi e consuntivi e le loro eventuali variazioni;
> discutere ed approvare il piano di tesseramento sociale annuale;
> eleggere, tra i suoi componenti, il Presidente;
> eleggere il Vicepresidente su proposta del Presidente;
> eleggere il Tesoriere e la Presidenza su proposta del Presidente;
> nominare i Dipartimenti e rispettivi responsabili;
> decidere la costituzione o l’adesione ad organizzazioni ed imprese e/o la partecipazione ad organismi promossi da Enti Pubblici, Locali e non, anche nominando
propri rappresentanti;
> convocare almeno una volta all’anno la riunione dei rappresentanti di tutte le basi associative;
> stabilire i criteri di decadenza dei propri componenti;
> cooptare nuovi membri nella misura massima di 1/4 (un quarto) in sostituzione di componenti decaduti o dimissionari, e di 1/5 (un quinto) in aumento.
Il Consiglio Territoriale può sfiduciare a maggioranza assoluta dei suoi componenti il Presidente Territoriale. In questo caso il Consiglio Territoriale convoca il Congresso Straordinario che dovrà svolgersi entro tre mesi dall’atto di sfiducia con all’ordine del giorno il rinnovo di tutti gli organismi dirigenti. Il Vicepresidente assume ad interim i poteri di ordinaria amministrazione e la legale rappresentanza.
In caso di dimissioni del Presidente Territoriale, il Vicepresidente assume ad interim i poteri di ordinaria amministrazione e la legale rappresentanza fino alla nomina del nuovo Presidente che avverrà in seno al Consiglio Territoriale che dovrà riunirsi entro 60 (sessanta) giorni dalla data di dimissioni.
Il Consiglio Territoriale si riunisce di norma 6 (sei) volte l’anno, e, inoltre allorquando lo richieda almeno 1/3 dei membri in carica.

Art. 18
Il Presidente Territoriale rappresenta ed esprime l’unità e la direzione politica dell’Associazione sulla base delle direttive congressuali e del Consiglio Territoriale. Propone il vicepresidente, il tesoriere e i componenti della Presidenza al Consiglio Territoriale. Garantisce la corretta ripartizione dei compiti e delle funzioni degli organismi territoriali e formula le proposte di sua competenza per quanto riguarda l’assetto di organismi e funzioni.
Il Presidente Territoriale è il rappresentante legale e rappresenta l’Associazione ARCI Prato sia in giudizio che verso terzi. Convoca e dirige i lavori del Consiglio Territoriale e della Presidenza. Il Presidente dura in carica 4 (quattro anni) e non può essere eletto per più di due mandati consecutivi.

Art. 19
La Presidenza Territoriale ha il compito di garantire l’attuazione delle scelte di programma e la realizzazione delle iniziative ad esso connesse. Garantisce inoltre il funzionamento della sede e dei servizi territoriali. Ai componenti della Presidenza verranno assegnate deleghe per competenze specifiche stabilite dal Consiglio Territoriale. Il Presidente, il Vicepresidente e il Tesoriere ne fanno parte di diritto.

Art.20
Il Vicepresidente sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento, in tutte le sue mansioni e/o eventuali altri compiti indicati dal Consiglio su proposta del Presidente.

Art.21
Il Tesoriere cura il bilancio dell’associazione sulla base degli indirizzi economico finanziari forniti dal Consiglio Territoriale ed esprime parere tecnico sulla fattibilità economica delle iniziative dell’Associazione. E’ tenuto periodicamente ad informare il Consiglio Territoriale sullo stato patrimoniale, economico e finanziario dell’Associazione.

Art.22
L’Assemblea dei Presidenti dei circoli affiliati è un organismo che favorisce e garantisce il confronto permanente tra il Consiglio Territoriale e la sua Presidenza al fine di dare maggiore efficacia politica e operativa all’Associazione ARCI di Prato. Essa viene convocata dal Presidente o su richiesta di un terzo dei suoi componenti almeno una volta l’anno.

TITOLO IV
ORGANI DI GARANZIA E DI CONTROLLO

Art. 23
Sono organismi di garanzia e di controllo:
> il Collegio dei Garanti;
> il Collegio dei Sindaci Revisori.

Art. 24
Il Collegio dei Garanti è organo di garanzia statutaria, regolamentare, e di giurisdizione interna, presente in ogni livello organizzativo dell’Associazione ed eletto nei rispettivi congressi.
Interpreta le norme statutarie e regolamentari di competenza e fornisce pareri agli organismi dirigenti sulla loro corretta applicazione. Emette, ove richiesto, pareri di legittimità su atti, documenti e deliberazioni degli organismi dirigenti, secondo le sue competenze.
Dirime nell’ambito di propria competenza, le controversie insorte tra i soci, tra questi e gli organismi dirigenti e tra organismi dirigenti, comminando, ove il caso lo richieda, le sanzioni previste secondo i criteri definiti nello specifico regolamento del Collegio.
Nel caso di controversie tra organismi dirigenti, l’ambito di giurisdizione del Collegio dei Garanti è relativo a quelle che insorgono nel livello organizzativo immediatamente sott’ordinato.
L’iniziativa del Collegio dei Garanti è intrapresa a seguito di richiesta di terzi o su ricorso in appello, ovvero per propria autonoma iniziativa. Le decisioni del Collegio dei Garanti sono immediatamente esecutive salvo caso di ricorso in appello così come previsto da apposito regolamento.
Il Collegio dei Garanti è formato da 3 membri effettivi e 2 supplenti. I componenti del Collegio dei Garanti sono eletti tra i soci che possibilmente abbiano acquistato un’effettiva e comprovata esperienza in campo associativo, e/o in ambito giuridico, non facenti parte di organismi direttivi di pari livello o organismi esecutivi di pari livello. Essi eleggono al loro interno il Presidente.
Il Collegio dei Garanti si dota di un regolamento che stabilisca le modalità di funzionamento dell’organismo sulla base dei principi contenuti in quello adottato dal Collegio Nazionale. I componenti del Collegio dei Garanti hanno diritto di partecipare alle riunioni degli organismi consiliari di pari livello ed a quelle del sottordinato.

Art. 25
Il Collegio dei Sindaci Revisori è organo di controllo amministrativo, presente in ogni livello organizzativo dell’Associazione ed eletto nei rispettivi congressi.
Il Collegio Territoriale dei Sindaci revisori è formato da 3 componenti effettivi e 2 supplenti scelti tra i soci non membri di organismi dirigenti di pari livello e che siano dotati di adeguata esperienza in campo amministrativo e contabile.
Elegge nel suo seno il Presidente.
Ha il compito di:
> esprimere pareri di legittimità in atti di natura amministrativa e patrimoniale;
> controllare l’andamento amministrativo dell’Associazione, la regolare tenuta della contabilità, la corrispondenza dei bilanci alle scritture, come previsto dagli articoli specifici del regolamento Amministrativo. Esso presenta ogni anno al Consiglio Territoriale una relazione scritta sul bilancio consuntivo.

TITOLO V
LA DEMOCRAZIA E LA PARTECIPAZIONE

Art. 26
I principi generali ai quali si ispira e si uniforma la vita associativa dell’Associazione ARCI Prato sono: l’uguaglianza di diritti tra tutti i soci; il loro diritto alle garanzie democratiche; l’adozione di strumenti democratici di governo; la trasparenza delle decisioni e la loro verificabilità.
L’Associazione ARCI Prato adotta il principio generale che a nessun livello i soggetti affiliati abbiano in un organismo una rappresentanza corrispondente alla maggioranza assoluta del medesimo.
In armonia con i principi su esposti la convocazione degli organismi deve avvenire sulla base di modalità e tempi che consentano la più ampia partecipazione dei componenti, e che saranno più precisamente definiti nel previsto Regolamento.
Di norma le decisioni degli organismi dirigenti sono valide a maggioranza semplice dei presenti; è richiesta una maggioranza qualificata della metà più uno dei componenti effettivamente in carica nei casi di:
 approvazione dei documenti economici di cui all’art. 34 e loro variazioni;
 elezione degli organismi dirigenti;
 approvazione del programma e delle norme di tesseramento;
 approvazione delle norme di convocazione dei Congressi ordinari o straordinari.
Il voto è personale e non sono ammesse deleghe.
Le delibere degli organismi, e in ogni caso tutti gli atti di particolare rilevanza, devono essere trasmessi, o comunque resi accessibili, ai componenti l’organismo e di essi deve esser data adeguata informazione al corpo sociale. Devono inoltre essere conservati e restare a disposizione degli aventi diritto per la consultazione.

Art. 27
L’elezione di organismi dirigenti ed esecutivi ad ogni livello avviene di norma a scrutinio segreto, salvo diversa decisione presa a maggioranza degli aventi diritto.

Art. 28
Ogni organismo dirigente territoriale deve provvedere entro 120 giorni dall’insediamento, pena la sua decadenza, a dotarsi di un apposito regolamento che determini le modalità di funzionamento dell’organismo dirigente medesimo e in particolare le norme di decadenza dei suoi componenti.
Nella composizione di un organismo dirigente, la rappresentanza numerica di una base associativa o di un’associazione affiliata, non può superare 1/5 dei componenti dell’organismo medesimo.

Art. 29
In caso di gravi violazioni delle norme statutarie commesse da un organismo dirigente del Comitato Territoriale, il Presidente Nazionale, sentito il Collegio Nazionale dei Garanti, e solo in presenza dei requisiti di urgenza del provvedimento, può disporre la decadenza immediata di tali organismi e predisporre l’invio di un commissario con il compito di adottare le misure atte a ristabilire nel più breve tempo possibile le condizioni di normale agibilità democratica.
Tale decisione, comunque, deve essere ratificata, con un’apposita delibera, dal primo Consiglio Nazionale convocato.

Art. 30
Al fine di garantire una equilibrata presenza di genere nella composizione degli organismi di rappresentanza, ciascun genere non può superare il 60% dei componenti

Art. 31
Per favorire l’avvicendamento delle responsabilità si adotta il principio di non
rieleggibilità per più di due mandati consecutivi per la carica di Presidente
del Comitato Territoriale.

TITOLO VI
PATRIMONIO, RISORSE E AMMINISTRAZIONE

Art. 32
Il patrimonio dell’associazione è indivisibile e destinato unicamente, stabilmente e integralmente a supportare il perseguimento delle finalità sociali.
Esso è costituito da:
 beni mobili ed immobili di proprietà della stessa;
 eccedenze degli esercizi annuali;
 erogazioni liberali, donazioni, lasciti;
 partecipazioni societarie e investimenti in strumenti finanziari diversi.

Art. 33
Le fonti di finanziamento dell’associazione sono:
 le quote annuali di adesione e tesseramento dei soci, delle associazioni e basi associative aderenti;
 i proventi derivanti dalla gestione economica del patrimonio;
 i proventi derivanti dalla gestione diretta di attività, servizi, iniziative e progetti;
 i contributi pubblici e privati;
 ogni altra entrata diversa non sopra specificata.

Art. 34
L’esercizio sociale si svolge dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Il bilancio preventivo deve essere discusso ed approvato entro il 30 novembre dell’anno precedente.
Il bilancio consuntivo deve essere approvato entro 180 giorni dal termine dell’esercizio a cui fa riferimento.

Art. 35
Ogni livello organizzativo dell’associazione risponde esclusivamente delle obbligazioni da esso direttamente contratte.

TITOLO VII
NORME FINALI E TRANSITORIE

Art. 36
Lo scioglimento dell’Associazione ARCI Prato può essere deliberato, con la maggioranza dei 3/5 degli aventi diritto, solo da un Congresso Territoriale appositamente convocato. In caso di scioglimento il patrimonio dell’associazione territoriale, dedotte le passività, sarà devoluto a Enti o Associazioni senza scopo di lucro aventi finalità di interesse generale analoghe a quelle dell’Associazione ARCI di Prato, e comunque di utilità sociale, secondo le modalità stabilite da un collegio di liquidatori appositamente costituito, e in armonia con quanto disposto al riguardo dal D.Lgs. 460/97.

Art. 37
L’Associazione ARCI Prato è livello organizzativo, prevalentemente sul territorio della Provincia di Prato, dell’Associazione ARCI Nazionale che aderisce alla Federazione ARCI contribuendo al perseguimento dei fini statutari e alla realizzazione del programma della stessa.
Tutti i soci individuali e collettivi dell’Associazione ARCI aderiscono contestualmente alla Federazione ARCI acquisendone tutti i diritti, ivi compresi quelli elettorali attivi e passivi.
In virtù di questa appartenenza, le Associazioni aderenti all’Associazione ARCI beneficiano degli effetti del riconoscimento del carattere assistenziale delle finalità perseguite (D.Lgs del 2/8/67 Ministero degli Interni).

Art. 38
Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto valgono le norme vigenti in materia.

Art. 39
L’associazione ARCI Prato, a tutela della propria autonomia e indipendenza, e per evitare ogni situazione che potrebbe configurare conflitti di interessi, entro un anno dal Congresso Territoriale dovrà disciplinare le incompatibilità della carica di Presidente e di altre funzioni apicali a tutti i livelli secondo criteri e principi generali.