LETTERA APERTA AI SOCI

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Il nuovo Presidente di Arci Prato, Enrico Cavaciocchi, scrive ai soci… Leggi la lettera aperta…

LETTERA APERTA AI SOCI ARCI

Innanzitutto i ringraziamenti.

Un grazie di cuore a tutti i componenti del Consiglio territoriale che mercoledì 8 giugno hanno accolto con entusiasmo prima la mia candidatura e poi la mia elezione a Presidente dell’Arci di Prato: vi assicuro che questa serata rimarrà sempre nei miei ricordi!

Poi un grazie ad Andrea Barni, Presidente uscente, che ha rappresentato tutta la nostra volontà di cambiamento, con un lavoro attento e sempre mirato al bene dell’associazione e delle nostre Case del popolo.

E infine un grazie a tutti coloro che con messaggi, telefonate, e-mail, mi hanno manifestato la loro gioia per questa elezione: non penso ci sia stimolo maggiore a mettere a disposizione dell’Arci di Prato tutta la mia passione e capacità nello svolgimento di un incarico così impegnativo e importante.

Ora è il momento di andare avanti, tenendo ben fermo ciò che siamo riusciti a mettere in piedi in un momento non certo facile per il Comitato e per tutte le nostre strutture territoriali. La svolta che la nostra associazione ha intrapreso nel 2012, attraverso la conferenza d’organizzazione, ha rappresentato una sorta di cambio “epocale”, con la conclusione di una fase politica molto controversa che ci ha visti impegnati sia a porre un freno al dissesto economico-finanziario dell’associazione, sia nella creazione di nuovi stimoli per promuovere quella partecipazione alla vita del Comitato che sembrava venuta meno.

Questo è stato il filo conduttore del percorso che in questi anni abbiamo affrontato insieme, con la volontà comune di darci una nuova organizzazione, che potesse dare un respiro più ampio e partecipato alle varie attività che ci proponevamo di mettere in atto, e  sempre quella coesione interna necessaria per superare gli ostacoli che sapevamo esserci. E allora affronto questo incarico cercando di fare tesoro del percorso che ci ha portati fin qui, consapevole delle aspettative che tanti ripongono nell’Arci e convinto che i cambiamenti che dobbiamo mettere in atto dovranno partire da una continuità con quello che abbiamo costruito in questi anni.

 

Ma quali saranno le priorità future?

Al primo posto vi sono senz’altro i circoli. Vi è la necessità, quasi una scelta obbligata, che i Circoli Arci tornino ad essere fulcro della vita politica della nostra città. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo sviluppare la nostra idea di associazionismo nell’intento di arricchire tutti coloro che vivono le nostre Case del popolo con diversi riferimenti culturali e nuovi modi di pensare il benessere. Dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi per promuovere quei valori e quelle buone pratiche che stanno alla base del nostro modo di essere, perché non possiamo assuefarci all’idea che i Circoli che siamo chiamati a far vivere, come dirigenti o anche come semplici soci, siano luoghi in cui è possibile solo mangiare una pizza, bere un caffè o giocare a carte.

Dobbiamo dircelo fino alla stanchezza: i Circoli, le Case del popolo devono essere protagonisti di una socialità buona e rispettosa, motori trainanti per costruire ambiti culturali diffusi nel territorio. I nostri dirigenti, i nostri volontari, i nostri soci, devono essere protagonisti di una sorta di “rinascimento”: questo significa che il nostro principale obiettivo dovrà essere quello di dare nuovo slancio alla pratica associativa dei circoli, rafforzando il loro ruolo di presìdi sociali sul territorio, indispensabili alle comunità in cui vivono, di spazi per promuovere socialità e aggregazione, cultura e solidarietà, come elementi di miglioramento della qualità della vita.

La seconda priorità è il ruolo che deve assumere il nostro Comitato territoriale, con tutta la sua struttura organizzativa, dalla Presidenza al Consiglio: dovrà essere lo strumento di promozione dell’identità politica e culturale dell’associazione,  dovrà lavorare per il riconoscimento politico e culturale dei Circoli come spazi dove sia possibile per tutti i soci tornare a svolgere un rinnovato ruolo sociale e civile. Ma non solo: dovremmo avere la capacità di mettere al centro delle relazioni politiche le difficoltà dei Circoli nel sostenere il peso delle burocrazie e i costi delle imposte locali, delle tariffe e delle tasse, che in alcuni casi ne minano l’esistenza stessa.

Per fare questo occorrerà rafforzare i nostri canali di comunicazione, migliorando il dialogo interno tra associazione, Comitato, Circoli e soci, e quello esterno con istituzioni, cittadinanza e società. Occorrerà continuare a ricercare quelle “contaminazioni” che abbiamo già ipotizzato e richiesto in occasione del convegno “Convergenze culturali”. Sarà necessario incentivare la formazione dei dirigenti di nostri circoli; fornire tutti gli strumenti necessari affinché i volontari e i dirigenti possano svolgere serenamente la loro attività; mettere in atto un processo di cambiamento, di cui si avverte sempre più l’urgenza, attraverso l’avvio di un confronto concreto e aperto sul tema dell’eliminazione delle slot machine.

Lavorando su tutti questi punti la nostra associazione potrà avere un ruolo sempre più deciso nel contrastare un mondo fatto di egoismi e razzismi, di muri costruiti o in costruzione, e potrà farlo attraverso lo sviluppo delle proprie idee di solidarietà, pace e cooperazione.

Questo è il compito che mi accingo a svolgere, con l’orgoglio di appartenere a una associazione che ha questi valori.

 

Il Presidente di Arci Prato, Enrico Cavaciocchi

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